Nel paziente geriatrico, il concetto di fragilità si interseca inesorabilmente con l’immunosenescenza e la multimorbilità. Questo network fisiopatologico rende la persona anziana estremamente vulnerabile agli eventi infettivi e, in particolar modo, alle loro sequele sistemiche. L’evidenza clinica dimostra frequentemente come le infezioni respiratorie o le riattivazioni virali agiscano da trigger per rapide cascate di instabilità: scompenso cardiaco, riacutizzazioni di BPCO, declino cognitivo e perdita irreversibile dell’autonomia.
In questo scenario, l’immunizzazione si configura come un imprescindibile atto terapeutico preventivo. La vaccinazione non è una semplice profilassi stagionale, ma un vero e proprio intervento clinico in grado di modificare la traiettoria di vita del paziente, difendendone la riserva omeostatica e preservandone le autonomie.
A questo si affianca un chiaro valore socio-assistenziale: tutelare l’autosufficienza dell’anziano significa mitigare il gravoso caregiver burden, riducendo l’impatto fisico, psicologico ed economico che la perdita di indipendenza determina sull’intero nucleo familiare.
Il ruolo del geriatra impone un approccio proattivo: valorizzare ogni valutazione clinico-assistenziale per verificare l’anamnesi vaccinale, formulare raccomandazioni basate sulle evidenze e promuovere la co-somministrazione per superare la frammentazione dei percorsi di cura.
A supporto della pianificazione clinica, si richiamano le profilassi vaccinali cardine da integrare sistematicamente nel Programma Vaccinale Individualizzato:
🔹 Influenza: Somministrazione annuale. È fortemente raccomandato l’impiego di formulazioni potenziate (adiuvate o ad alto dosaggio), specificamente concepite per contrastare il fisiologico declino della risposta immunitaria associato all’età.
🔹 COVID-19: Richiamo periodico in stretta aderenza alle circolari ministeriali vigenti, fondamentale per mitigare il rischio di malattia severa e ospedalizzazione nelle coorti fragili.
🔹 Pneumococco: Raccomandazione per l’impiego dei vaccini coniugati (PCV), presidio fondamentale nel paziente anziano per garantire una protezione solida e duratura contro la polmonite e le forme invasive di malattia pneumococcica.
🔹 Herpes Zoster (HZ): Intervento cruciale per prevenire l’infezione acuta e, soprattutto, per scongiurare l’elevato rischio di nevralgia post-erpetica e le sue gravi ricadute sulla qualità di vita.
🔹 Virus Respiratorio Sinciziale (RSV): Strategica priorità di salute pubblica geriatrica. Fortemente indicato per prevenire le infezioni severe delle basse vie respiratorie, in accordo alle più recenti raccomandazioni per fasce di età e condizioni di rischio.
🔹 Vaccino contro Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite: Verifica e somministrazione del richiamo decennale. Un target essenziale per il mantenimento di un’adeguata copertura protettiva, troppo spesso trascurato nel paziente in età avanzata.
Garantire un’adeguata copertura vaccinale esprime l’essenza della presa in carico geriatrica: un intervento ad alto valore clinico che protegge il singolo paziente, sostiene le reti familiari e consolida l’efficacia dell’assistenza in continuità tra ospedale e territorio.
Referenze Bibliografiche:
- Ministero della Salute.Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) e relative Circolari ministeriali per la prevenzione e il controllo delle infezioni respiratorie e le campagne vaccinali autunno/inverno.
- European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC).Public health guidance on vaccination of older adults in the EU/EEA (2023).
- CDC/Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP).Recommended Adult Immunization Schedule for ages 19 years or older, United States.

