Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza nasce nel 2021 come gruppo di advocacy per inserire all’interno del PNRR una riforma dell’assistenza delle persone non autosufficienti, attesa da decenni e fino a quel momento ignorata dal Piano. Raccoglie 61 organizzazioni della società civile, appartenenti a una comunità tradizionalmente frammentata e con specificità diverse, che decidono di superare le differenze e di unirsi per elaborare proposte che consentano un effettivo avanzamento delle politiche del settore. Aderisce a questa “Lobby buona”, come viene definita, la gran parte della comunità coinvolta nell’assistenza e nella tutela degli anziani non autosufficienti, una coalizione sociale inedita che offre l’intera gamma di conoscenze scientifiche e competenze pratiche necessarie a una realtà così delicata: dai familiari degli anziani ai soggetti che offrono servizi; dagli ordini professionali alle associazioni di cittadinanza sociale; dalle società scientifiche a chi rappresenta i pensionati.
La scelta di avere una voce unitaria, il cui obiettivo è proporre e non protestare, consente una interlocuzione produttiva con i decision maker, che sfocia nella riforma racchiusa nella Legge delega 33/2023, di cui il Patto elabora i punti principali. Il dialogo prosegue nel tempo con continuità, per completare il percorso e sfruttare un’occasione storica.
Il Patto porta così la complessa realtà della non autosufficienza, che in modo diretto e indiretto investe circa 10 milioni di persone nel Paese, alla ribalta dell’attenzione politica e pubblica, per maturare le scelte necessarie a garantire un presente e un futuro migliore a una molteplicità di soggetti troppo poco considerati nel dibattito e nelle politiche che determinano la loro realtà quotidiana.

